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Articoli taggati ‘A Ravenna non c’è un cazzo da fare’

Non tutti i lavoratori sono uguali.

18 maggio 2010 Lascia un commento

Non mi piace dilungarmi però quando ci vuole ci vuole.

Marina di Ravenna era l’aspettativa per tutti i giovani ravennati, che, non dovendo più macinare km per andare a divertirsi si ritrovavano feste in spiaggia belle per ogni gusto.
Concerti, happy hours, musica di tutti i tipi (afro, rock, metal, elettronica, ecc ecc) e la possibilità di risparmiare qualcosina grazie alla classica formula prendi 2 paghi 1.
Così per una decina di anni. Tantissimo business e soprattutto un’enorme attrattiva turistica, con ragazzi che venivano da tutt’Italia.
Ovviamente qualche casino di qualcuno che ha esagerato c’è stato. Ma i controlli non ci sono mai stati.
Il sindaco Mercatali prima e inizialmente Matteucci se ne sono altamente fregati delle richieste di tutti (parcheggi, trasporti, sicurezza tramite illuminazione e qualche controllo, ecc).

Matteucci ha poi capito che c’era da regolarizzare un po’.
Un po’, non tranciare via tutto. Limitazioni di ogni tipo, multe a random, parcheggi a pagamento e autorizzazioni a demolire due discoteche (il Matilda e poi l’Ex circolo dei forestieri) per creare ulteriori abitazioni e addirittura un’hotel di gran lusso (a Marina? hahaha!).
Ovviamente gli stabilimenti balnerari si sono adattati.
Sono comparsi cartelli come “Vietato ballare” perchè c’è la musica da sottofondo (audizione) oppure c’è la musica da ballare (serata danzante) e quindi un minimo gruppo di persone che ballano possono far cuccare al bagno un bel multone in questo minimo nonchè stupido confine imposto dal sindaco.

Non c’è niente da fare, meno persone vanno alle feste, meno personale serve.
Tagli enormi al personale che fra l’altro è uno dei lavori più comodi per gli studenti universitari.
Farsi la stagione al mare significa prendere un buono stipendio e campare quasi tutto l’inverno.
Questo non è più possibile.

Eppure oggi leggendo RavennaNotizie mi stupisco di questo articolo LINK.

Riassumendo, il sindaco non vuole che un’azienda, sottolineo che è SOLAMENTE UN’AZIENDA, metta in mobilità i suoi dipendenti.

Ok, il dispiacere per le persone che si trovano in una situazione del genere è alto ma allo stesso tempo, dov’è la parità di trattamento fra le persone lasciate a casa dai stabilimenti balneari, dalle altre aziende e da quelli di questa citata nell’articolo?

Non è un periodo tranquillo ma un’uscita del genere con un titolo quale:

“La città chiede il ritiro dei provvedimenti contro i lavoratori della Pansac”

mi sembra come:

“Ci sono lavoratori che meritano più di altri lavoratori”.

Io stesso sono stato in mobilità, fortunatamente per meno di un mese e non mi sono visto sindaco, un senatore (ex sindaco di Ravenna) e mezzo consiglio comunale/regionale, protestare così fortemente perchè l’azienda dove lavoravo mi aveva lasciato a casa causa crisi.

E scommetto che tante persone, sicuramente più dell’ottantina della Pansac possano dire lo stesso.

Matteucci, coerenza e magari faccia qualche ordinanza per “imporre il divertimento”.

PS:  Chiuderanno il Play park a Punta Marina, c’era troppo sballo? Troppi anziani che ballano il liscio che in realtà sono furbetti dello sballo? Ah ok!

Viaggiare in treno: T R E M E N D O, Ravenna Bologna una tratta del cazzo.

Ok. Io amo la comodità. Amo l’educazione. Amo la pulizia. Amo lo star bene.
Purtroppo nessuna di queste cose è inclusa nel viaggiare in treno.

Faccio una tratta che è ridicola: RAVENNA – BOLOGNA, andata e ritorno.
5,80 € a tratta che rimane comunque una spesa più economica che andare in macchina (vedi autostrada cara ammazzata, vedi parcheggi semi impossibili a Bologna, vedi Tutor e zone Sirio).

Il problema è che sono più o meno 70km e fa TUTTE, ripeto TUTTE le fermate pure in quei paesi dimenticati dove puntualmente non c’è mai nessuno ne a salire, ne a scendere.
Totale percorrenza: 1 ora e 20 minuti, che il più delle volte diventano 1 ora e mezza.
Assurdo.

Volete ridere?
Ravenna – Bologna: 1 ora e 20 minuti
Bologna – Milano: 1 ora

Tralasciamo la pulizia dei vagoni che sennò si scade sullo scontato.
Che pena.

Per la serie inauguro le nuove tag: Faccio serata a Bologna e A Ravenna non c’è un cazzo da fare

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