A Ravenna le strade fanno schifo.
Ci sono crateri, voragini, buchi enormi che manco Rocco saprebbe come riempirli.
A dir la verità manco il Sindaco e neppure l’Anas.
Loro ci provano buttando in qua e in là manciate di asfalto, roba che dura una settimana e si è di nuovo al punto di partenza.
Stanno nuovamente rifacendo lo stesso pezzo di strada affianco al mio ufficio. Credo sia la 5a volta in 5 anni.
Gli omini che fanno il lavoro non li invidio per niente ma porca puttana schifosa lavorano di merda.
Ecco come fanno i lavori sulla statale affianco al mio ufficio:
Veicolo A: bilico porta cemento
Veicolo B: macchina crea asfalto (si, i nomi tecnici sono il mio forte)
Ebbene i due veicoli sono culo contro culo. Peggio di me quando cerco di fare il frocio con gli amici.
La macchina crea asfalto così facendo butta l’asfalto appena creato direttamente nel cassone del bilico.
Per fare ciò e non buttare l’asfalto tutto in una mucchiata i due autisti intelligentissimi cosa fanno, uno va avanti e l’altro va in retromarcia, solo che per sincronizzarsi suonano il clacson.
E’ dalle 14 di oggi che BEEP, BEEP, BEEP, BEEP ogni due minuti e io sclero.
Fanculo.
Ecco come andrei dagli autisti (perchè due walkie talkie se li potevano prendere) e poi andrei pure da chi cazzo organizza sti lavori: tutta Ravenna bloccata e non fanno un cazzo perchè in 5 giorni hanno rifatto 10 metri scarsi.
Marco, altrimenti mi arrabbio di più e sclero con il mondo intero.
Lo dico, una buona parte di chi leggerà questo blog o leggerà su Facebook, non capirà un cazzo di quello che ne segue. Non mi stupisco.
Per me è un monologo stupendo tratto da un film stupendo.
Ecco a voi: Boris Yellnikoff
Io non sono un tipo simpatico, la simpatia non è mai stata una priorità per me e per essere chiari questo non è un film da “o quanto mi sento bene”.
Se siete di quegli idioti che devono sentirsi bene, beh, fatevi fare un massaggio ai piedi.
Ma qual è il significato di tutto? Niente! Zero! Nulla!
Tutto finisce in niente, anche se non mancano gli idioti farfuglianti, non parlo di me, io la visione ce l’ho, sto parlando di voi, dei vostri amici, dei vostri colleghi, dei vostri giornali, della tv. Tutti molto felici di fare chiacchiere, completamente disinformati. Morale, scienza, religione, politica, sport, amore, i vostri investimenti, i vostri figli, la salute, cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta e verdura al giorno per vivere, non voglio vivere! Io detesto la frutta e la verdura e i vostri omega tre e il tapis roulant e l’elettrocardiogramma e la mammografia e la risonanza pelvica e, o mio Dio, la colonscopia… e con tutto ciò arriva sempre il giorno in cui vi ficcano in una scatola e avanti con un’altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita e decideranno per voi quello che è appropriato.
Mio padre si è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano e lo potete biasimare?
Con l’orrore, la corruzione e l’ignoranza e la povertà e i genocidi e l’aids e il riscaldamento globale e il terrorismo e quegli idioti dei valori della famiglia e quei maniaci delle armi.
«L’orrore» dice Kurz alla fine di Cuore di Tenebra, «l’orrore», e beato lui non distribuivano il Times nella giungla. Eh, se no l’avrebbe visto l’orrore.
Ma che si può fare? Leggete di qualche massacro nel Darfur o di uno scuolabus fatto esplodere e attaccate “o mio Dio l’orrore!” e poi girate pagina e finite le vostre uova di gallina ruspante, perché tanto che si può fare, si è sopraffatti.
Anche io ho tentato di suicidarmi, ovviamente non ha funzionato. Ma perché mai volete sentire queste cose? Sono sicuro che siete ossessionati da un gran numero di tristi speranze e sogni, dalle vostre prevedibilmente insoddisfacenti vite amorose, dai vostri falliti affari. Ah se solo avessi comprato quelle azioni, se solo avessi comprato quella casa anni fa, se solo ci avessi provato con quella donna, se questo, se quello.
Sapete una cosa? Risparmiatevi i vostri avrei potuto o avrei dovuto. Come mia madre mi diceva sempre “se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza”. Mia madre le ruote non le aveva, aveva le vene varicose, eppure la signora ha partorito una mente brillante. Mi hanno preso in considerazione per il Nobel per la fisica, non l’ho ottenuto, però si sa, è tutta politica come ogni altra finta onorificenza. Detto tra noi, non crediate che io sia amareggiato per qualche batosta personale. Per gli standard di un’insensata e barbarica civiltà, sono stato piuttosto fortunato. Ho sposato una bella donna che era ricca di famiglia, per anni abbiamo vissuto a Birdman Place, insegnavo alla Columbia, teoria delle stringhe…
Non c’è un vero e proprio termine per tradurre in italiano hype.
L’hype è come l’incessante e smartellante voglia di una cosa nuova o prossima all’uscita sul mercato.
I produttori ogni tanto lasciano una qualche news o un qualche rumors sui lavori in cantiere, magari tramite vie non ufficiali aumentando così la voglia di conoscere quel nuovo prodotto, la voglia di toccarlo con mano ma soprattutto la voglia di comprarlo.
Apple, è famosa per sfruttare questo “fenomeno”.
Ora mi ha contagiato appieno con il nuovo iMac che, secondo alcuni, dovrebbe uscire a giorni mentre secondo altri il prossimo anno.
Fondamentalmente è una chiaccherata fra comari in stile de “I Malavoglia” ma dietro l’hype c’è un progetto molto più grande che va dal marketing alla produzione.
Eh si, perchè ci sono stati moltissimi casi in cui sono stati gli stessi futuri consumatori di tal oggetto che sentendo i vari rumors hanno criticato e commentato il futuro prodotto… e la casa produttrice ha assimilato tutto, rendendo il prodotto il più possibile vicino alle reali esigenze dei consumatori, quindi del mercato.