Guardo dalla finestra del mio ufficio…

… e vedo scatoloni, scatoline, scatolette.
Sbircio più in là e vedo quelle bellissime finestre che danno sul mondo esterno, è una brutta giornata e questo tempo non fa altro che alimentare in me quel triste paragone che io, seppur libero, sono come un prigioniero in un carcere e da quelle cazzo di finestre vedo il mondo esterno, oggi è triste e passa più in fretta se invece fosse bello, sarebbe ancor più difficile mantenere lontano dai miei pensieri il paragone di prigionia che tutto sommato non è così malvagio.

Forse sono io che non sono normale o forse devo proprio dire le cose come penso che siano: io a stare 8 ore dietro una scrivania faccio veramente fatica, ho bisogno del contatto con altre persone, di girare e di ritornare sulla scrivania.
Qualche anno fa speravo che il lavoro qui fosse così ed invece non mi sembra proprio. Mi sono illuso.
Pensavo, magari fra qualche mese… e invece poco e nulla.

Ah è la crisi! See! Boom!

Ora mi è stata comunicata la data di una mega riunione generale aziendale dove è questione di vita e di morte la presenza di tutti.
Il 5 Maggio. Il 5/05. Data in cui ho preso la patente per la moto, per poi andare ad una Cungulan (evento fondamentale della vita di ogni bravo Romagnolo adottato Toscano).
Data fatidica per ogni Juventino e per ogni Interista.

5 Maggio. Alessandro Manzoni dedicò una delle forsi più celebri odi a Napoleone utilizzando questa data, ovvero la data di morte dell’Imperatore francese.
Addirittura, una supplente di Italiano me ne fece imparare una parte a memoria. Proprio questa parte:


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie’ mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.

Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.

Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza…

Quanto la odiai per questo.

Il 5 Maggio, che altro è successo? Guardate questo LINK da Wikipedia (sempre grazie cara Wikipedia).

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