Meritocrazia in Italia? Impossible.

Stasera ho avuto l’ennesima dimostrazione di come la meritocrazia in Italia non sia possibile.

Non è colpa di chi dirige l’orchestra ma purtroppo, soprattutto nelle persone vige la paura che un’altra persona possa realmente essere in grado di fare una determinata cosa così come annuncia.

Citando Roger Abravanel:

… da noi manca quella cultura della competizione senza la quale la meritocrazia non nasce. E la competizione non può nascere in un Paese dove non si rispettano le regole, e quindi chi compete in maniera sleale (per esempio un’azienda che vive grazie al nero) può sopravvivere e fare concorrenza sleale a chi le regole le rispetta…

Partecipando attivamente in diversi gruppi, molte mi sembra assurdo di come sia difficile, soprattutto per un ragazzo di 28 anni, interfacciarsi con chi ha qualche anno in più, su una possibile gestione di un determinato strumento o sulla programmazione di un’eventuale azione. Fortunatamente, quando il gruppo è più omogeneo si tende maggiormente alla cooperazione, al sostegno e aiuto reciproco.

Sfortunatamente in Italia “comandano” persone dalla mentalità arcaica.

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